La fantascienza cristiana al Match d’Autore di Montesilvano Scrive

Con il racconto “Cristoforo”, la fantascienza cristiana arriva al Festival Letterario Montesilvano Scrive – http://www.montesilvanoscrive.it/
Pagina Fb – https://it-it.facebook.com/pages/Festival-Letterario-Montesilvano-scrive/107000959347141
Dopo una prima selezione legata al numero di mi piace ricevuti sulla Pagina Fb del contest che lo ha visto arrivare al 12° posto con 173 mi piace e 98 punti, il 24 agosto è stata pubblicata la classifica del Comitato di Lettura in collaborazione con Enzo Verrengia che gli ha assegnato 92 punti. Ora Cristoforo è in quinta posizione ex equo con 190 punti in totale. Vi aspetto venerdì 29 presso il Belvedere di Montesilvano Colle alle ore 18.30 per ascoltare e votare il racconto nella prima delle due semifinali! La finalissima ci sarà il 31 agosto.
Intanto potete leggere qui il racconto:

Uno scricchiolio alle spalle di Amerigo lo distolse dal suo lavoro. L’uomo si stropicciò gli occhi, posando la penna ottica. Cristoforo era in piedi nella sua nicchia e sulla lavagna luminosa il lavoro di anni: uno schema telepatico per il suo cervello positronico. Si alzò e andò alla finestra. Da lì poteva vedere il mare lambire pigramente la riva…
Osservai l’andamento irregolare delle orme sul bagnasciuga, alcune più lontane, altre più vicine. La salsedine mi stava bloccando le giunture e presto non sarei più stato in grado di muovermi, ma dovevo trovare Amerigo. Guardai in direzione del mare e vidi una barca alla deriva… a bordo ersno tutti morti. Pensai che fin dove arrivava lo sguardo doveva esserci acqua che poi precipitava in una enorme cascata. Anche la barca sarebbe precipitata… ma non potevo farci nulla. In lontananza vidi il corpo di Amerigo. Lo raggiunsi e sedetti al suo fianco.

Amerigo fissò gli occhi spenti del robot, consapevole del fatto che stesse pensando. Da tempo si era accorto della sua continua attività cerebrale. Era come se… se fantasticasse. Si chiese come sarebbe stato una volta avviato lo schema telepatico, poi tornò a guardare il mare…
Morto Amerigo non rimaneva più nessuno. Io, il Robot Telepatico, ero l’unico essere pensante rimasto in tutto il pianeta. Mi avevano costruito per poter entrare in contatto con le menti delle persone e aiutarle. Quando me lo avevano chiesto, io era entrato in contatto con le menti degli esseri umani, con tutte quante le menti insieme. Dieci miliardi di persone si erano trovate a pensare insieme nello stesso lungo interminabile istante, trascorso il quale si erano spente per l’incapacità di tornare a una esistenza individuale dopo aver sperimentato quella collettiva. Amerigo era vissuto più a lungo perché era con me in quel momento, ma dopo essersi trascinato fino alla riva del mare anche la sua mente si era spenta. Provai a muovere la mano destra ma non ci riuscii. La salsedine mi stava corrodendo, ma ci sarebbe voluto del tempo prima che fosse stata in grado di raggiungere il mio cervello. Nel frattempo potevo riflettere, per esempio poteva darsi che non ci fosse nessuna cascata oltre quella immensa distesa d’acqua. Magari la Terra era semplicemente tonda…

Amerigo guardò soddisfatto il suo lavoro. Era tutto pronto. Doveva solo… doveva solo caricare lo schema nel cervello positronico. Il suo volto si fece pensieroso quando lo sguardo gli cadde sul piccolo crocifisso in legno che pendeva proprio sopra la sua scrivania. Ricordò con affetto sua madre tanto devota, che aveva insistito affinché lui lo tenesse nel suo studio. “Quando non sai quale sia la cosa giusta da fare, fissa lo sguardo su di Lui e lo saprai”. Si alzò e tornò alla finestra. Perché dotare un robot di un potere tanto grande, come quello di leggere nella mente degli esseri umani?
No… non lo avrebbe fatto.
Guardò il mare e in particolare una barca all’orizzonte.

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La nascita di Gammy non è fantascienza

Per me che scrivo fantascienza cristiana, la notizia che ho sentito ieri al tg, ma che avevo già letto su Fb, appare come una triste conferma di ciò di cui vado parlando da quando You God è nato nel cuore prima che sulle pagine del libro. Oggi la fantascienza è già realtà in molti campi della vita e uno di questi è proprio quello della fecondazione assistita o artificiale, ma che in questo caso diviene fecondazione forzata. Se lo scopo di queste pratice ( inseminazione artificiale e utero in affitto) è diventare genitori mettendo sul banco assegni, ovuli e spermatozoi, viene naturale chiedersi perchè, quando questo accade ( cioè quando nasce il bimbo) poi vi si rinuncia. E di bambini in questo caso ne sono due, due gemelli, o meglio due ovuli fecondati e impiantati nell’utero “affittato”. Non si pagano tutti quei soldi per diventare genitori di un bambino down che avrà bisogno tutta la vita di cure mediche per il cuore. Si pagano tutti quei soldi per avere figli perfetti… Le imperfezioni di Gammy gli sono state di condanna. Coraggiosa la madre surrogata che non ha voluto abortirlo per questo, dandogli la chance di venire al mondo, ma il suo handicap gli ha sotratto l’amore di una donna che lo ha “fortemente” voluto… Fortemente? Questa storia dà molto da pensare… Questa storia non è fantascienza, è frutto dei sogni senza Dio dell’uomo.